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Planner Peace: come migliorare il tuo rapporto col Bullet Journal

Planner Peace - come migliorare il tuo rapporto col bullet journal

 

Molte cose sono cambiate nella mia vita, nel mio lavoro, e di conseguenza anche il mio Bullet Journal ha subito delle modifiche. Quando percepiamo che un metodo ci va stretto, quando sentiamo che il metodo che stiamo usando nel nostro quaderno non corrisponde più alle necessità delle nostre giornate, dobbiamo fermarci. Fare un passo indietro. Pretendere di utilizzare il Bullet Journal sempre allo stesso modo è quasi un’utopia. La nostra vita cambia, non spesso, ma cambia. Alla fine di un percorso non siamo mai gli stessi di quando abbiamo cominciato. Allo stesso modo in cui noi cambiamo, dovremmo trovare il coraggio di cambiare anche quelle che sono le nostre abitudini col Bullet Journal. Dopo aver passato un periodo di transizione, sono giunta a una conclusione: la cosiddetta “Planner Peace” non esiste. O almeno, ne esistono tante quante il numero dei nostri cambiamenti. Per Planner Peace, che in inglese significa “la pace dell’agenda”, si intende la condizione in cui, dopo una lunga ricerca, si trova il metodo di pianificazione perfetto per le nostre esigenze. Da quel momento, ci si sente come se tutto tornasse, suscitando in noi un senso di pace. Tutto questo è vero e fantastico, ma quando cambiamo abitudini, quando le nostre routine quotidiane cambiano e noi stessi ci sentiamo diversi… come ci comportiamo nei confronti del nostro Bullet Journal? La maggior parte delle volte smettiamo di usarlo, ci sentiamo confusi, persi e comincia una sorta di… senso di colpa. Come se stessimo “tradendo” il nostro quaderno.

La mia transizione

A Luglio 2017 è cominciato il mio periodo di transizione. La mia vita era ormai cambiata tantissimo (ho dovuto traslocare dal mio precedente studio e lavorare in maniera diversa) e non avevo più certezze di come impostare il Bullet Journal. Non mi sentivo di scriverci niente perché nella mia testa non c’era spazio per eventuali decorazioni, scritte perfette o pianificazioni dettagliate come time tracker, habit tracker ecc.
La svolta è arrivata quando ho capito che il quaderno doveva essere AL MIO SERVIZIO e non IO al suo! Il quaderno è uno strumento, non è una tela bianca commissionata da un cliente, pronta per diventare un capolavoro da mostrare. E’ molto, molto di più. E’ lo specchio della nostra vita. E’ uno strumento che dobbiamo utilizzare senza nessun timore o limitazione. E’ li a disposizione per noi.
Da quel momento è cominciato il mio “mese anarchico”, un mese in cui ho fatto TUTTO QUELLO CHE MI PASSAVA PER LA TESTA, ma soprattutto ho fatto cose che mai avrei avrei osato fare nel mio Bullet Journal. Avevo delle strane regole inconsapevoli che mi impedivano di utilizzare certi materiali, come penne a sfera (quanti usano le penne a sfera nel Bullet Journal?!), o scrivere in modo disordinato. Ho preso queste regole e ho fatto proprio il contrario. Tutto quello che prima trovavo brutto, durante questo mese, è stata la routine.
Ho pubblicato il flip-through di Luglio su instagram con il nome (ironico) di “The unistagramable Bujo”, ovvero “Il BuJo ininstagrammabile”, dato che il risultato è stato visivamente poco estetico in confronto alle meraviglie che generalmente si trovano su Instagram quando si cerca “Bullet Journal”.

 

La filosofia che c’è dietro tutto questo, è la stessa che ispira milioni di persone quando acquistano il “Distruggi questo Diario“, o “Wreck this Journal”. Se ancora non lo conoscete, è un diario geniale in cui al suo interno non ci sono semplici pagine vuote, pronte per scriverci le nostre avventure. Su ogni pagina, sono presenti, invece, delle istruzioni su come dovrai distruggere quel quaderno. Proprio così, nasce per essere distrutto. Alla fine del diario, dopo averlo bruciato, bagnato, lasciato mangiare dai vermi e strappato, otteniamo un… disastro. Vi chiederete che senso ha tutto questo, perché è cosi importante distruggere un quaderno? Ovviamente non dobbiamo prendere il nostro bullet journal e strappare le pagine, rovesciarci il caffè o lanciarlo dal palazzo più alto, ma dovremmo imparare a percepirne la stessa libertà. Se percepissimo almeno la metà della libertà che proviamo con il Wreck this Journal, sentiremmo un rapporto molto più stretto e confidenziale con il quaderno.

A distanza di due mesi, ora ho un rapporto molto diverso col mio Leuchtturm1917. Non ho più paura di sbagliare, non ho più nessun timore di cambiare e sperimentare. Alla fine del post, potrete vedere il video del mio flip-through di Settembre, mese in cui ho reso il mio Bullet Journal più bello esteticamente, ma con molta più libertà rispetto a prima. Il mese di Luglio è stato molto educativo, questo non vuol dire che bisogna abbandonare le decorazioni, ma far sì che anche decorando il quaderno, si abbia sempre la consapevolezza di star utilizzando uno strumento a nostra disposizione, che può cambiare in qualsiasi momento ci sia la necessità di farlo.

I miei consigli

Che tipo di rapporto avete con il vostro quaderno? Vi sentiti emotivamente liberi di poterlo “trattar male” o percepite una sorta di timore di sbagliare o di renderlo meno bello? Se vi rispecchiate in queste caratteristiche, soprattutto se siete appena entrati nel mondo del Bullet Journal e vi spaventa un po’ il confronto con altri quaderni visti su instagram e la rete, ecco qualche consiglio per migliorare il vostro rapporto col quaderno e sentirlo veramente “vostro”:

  1.  Non pensate di dover raggiungere una perfezione assoluta nel vostro quaderno. Voi POTETE sbagliare nel Bullet Journal;
  2. Tenete sempre a mente che qualsiasi metodo è solo provvisorio ed è strettamente legato a quel particolare momento;
  3.  Domandatevi sempre cosa sta funzionando e cosa non sta funzionando per voi. Se vedete che molti usano una funzione (ad esempio l’habit tracker) non vuol dire che dobbiate farlo anche voi e che sia utile per la vostra organizzazione;
  4. Non abbiate paura di cambiare. Alla fine avrete un quaderno molto più interessante perché sarà lo specchio dei cambiamenti che sono avvenuti nella vostra vita (anche cambiamenti di gusti, perchè no?);
  5. Provate a trascorrere un periodo di tempo solo voi e il vostro quaderno, senza condividere le sue pagine nei social. Sfruttatelo, pasticciatelo, distruggetelo. Vi servirà a capire il vero senso dell’avere un Bullet Journal.
  6. Seguite il vostro istinto. Spesso, dentro di voi, sapete bene cosa vi sta frullando per la testa, ma generalmente non date a questi pensieri troppa importanza perché una parte di voi vuole continuare a essere coerente con quello che avete sempre fatto. Ignoratela, seguite il cuore e quello che vi ispira in quel momento;
  7. Non limitatevi a scrivere i vostri impegni, annotate (o disegnate!) anche le vostre emozioni e i vostri ricordi;
  8. Sperimentate, sperimentate, sperimentate. Finché non provate non lo saprete mai;
  9. Se siete agli inizi del Bullet Journal, partite con un sistema minimalista, proprio come Ryder Carroll l’ha creato. Quelle regole sono state pensate per un motivo preciso, seguirle agli inizi non può farvi che bene. Questo vale anche per chi, invece, utilizza il Bullet Journal da più tempo, ma magari si sente un po’ perso e non sa che strada prendere. Consiglio anche per voi il caro vecchio sito bulletjournal.com con le sue regole base… è veramente un toccasana.

In conclusione, il voler mantenere un metodo definitivo a tutti i costi è un ostacolo alla funzionalità del Bullet Journal e alla nostra crescita personale. Se avete vissuto un periodo simile al mio, o se state pensando di apportare cambiamenti al vostro Bullet Journal, fatemelo sapere nei commenti o tramite un messaggio diretto su Instagram o Facebook. Mi piacerebbe conoscere il vostro rapporto col BuJo.

Ora vi lascio al flip-through di Settembre in cui parlo (in italiano!) anche del mese anarchico di Luglio.

Materiali utilizzati:

Quaderno: Leuchtturm1917
Penne per scrivere e disegnare: Staedtler Pigment Liners
BrushPen: Tombow Dual Brush Pen +  Pentel Touch

Alla prossima! ♥

4 thoughts on “Planner Peace: come migliorare il tuo rapporto col Bullet Journal

  1. Riflessioni molto interessanti, grazie! Quando ho provato il bullet journal per la prima volta ho pensato di aver raggiunto finalmente la famosa planner peace, poi nel tempo anch’io come te mi sono trovata a dover cambiare e adattare le impostazioni a tanti cambiamenti nella vita e nel lavoro. A questo punto ho cambiato il mio concetto di planner peace… in senso stresso forse non la potrò mai raggiungere, ma con il bullet journal ho trovato il metodo che mi fa stare serena perché ha una flessibilità che mi consente di adattarlo sempre alle nuove esigenze.

    1. Già! Per fortuna col Bullet Journal si può fare! Al contrario delle classiche agende, quando ci si trova come te a dover cambiare delle impostazioni, razionalmente puoi girar pagina e stravolgere tutto quello che hai fatto fino a quel momento. Esiste, però, una sorta di timore nel cambiare delle abitudini anche nel Bullet Journal stesso, per quanto sia flessibile e ti dia il massimo delle libertà, spesso non ci sentiamo emotivamente pronti per cambiare. Ecco perchè bisognerebbe instaurare col quaderno un rapporto migliore, un legame più stretto e confidenziale. 🙂

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